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Fax Vs. p.e.c.: vince il vecchio fax (nella pubblica amministrazione)

Riprendo un articolo pubblicato su “Gazzettino.it”, dove il giornalista riflette sul fatto che negli enti e Comuni più piccoli, dove a quanto pare è più difficile trovare le necessarie competenze informatiche, (o dove, penso io, per motivi di età, alcuni dipendenti più anziani faticano ad aggiornarsi alle nuove tecnologie) i messaggi di posta elettronica certificata ricevuti vengono stampati e ne viene archiviata la copia cartacea mentre il messaggio originale elettronico probabilmente cancellato: ovviamente il valore legale della PEC in questo modo svanisce.

Si potrebbe aprire un discorso interessante sull’archiviazione della PEC e su cosa succede ai messaggi archiviati, per esempio, se volessi cambiare gestore, ma ne parleremo in un’altra occasione.

Tornando all’articolo, l’esempio riportato dal giornalista è solo “una della tante follie legate ai mezzi di certificazione digitale segnalate dalla direzione informatica della Regione Veneto…”

Credo che la situazione non riguardi solo la Regione Veneto e nemmeno solo l’ambito “pubblico”: quante aziende ed imprenditori si sono visti costretti ad adeguarsi alla tecnologia (PEC, firma digitale ecc…) senza sapere esattamente a cosa servisse e/o come utilizzarla (e le normative spesso non fanno molta chiarezza).

Mi è capitato di assistere ad un convegno in cui parlando della firma digitale  ho scoperto che molte aziende/imprenditori la “lasciavano” per comodità al commercialista: dopo avere ricevuto spiegazioni sulla “validità” della firma digitale rispetto a quella autografa, si è visto un po’ di panico in sala 🙂

Quindi, se volete capire un po’ di più sulla PEC, vi consiglio questo sito http://www.guidapec.it/: credo sia uno dei migliori in rete.

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